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Alla scoperta dell’India: un viaggio tra meditazione e caos.

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È difficile raccontare e descrivere in poche righe il mio viaggio in India.

Un cammino tra meditazione e caos. Tra colori, costumi e odori speziati che fanno da cornice alla città.

Chi ama viaggiare lo sa bene, ogni luogo è magico a modo suo, regalando emozioni uniche e riflessioni che emergono senza chiedere il permesso.

Angoli di terra nascosti, il cui ricordo rimane attaccato al nostro cuore in modo così stretto da non lasciarci mai più.

Come il ricordo di quello sguardo. La purezza degli occhi di Neena, una donna indiana proprietaria di un piccolo negozio a Palolem, la cui gentilezza e sorriso non dimenticherò mai.

Chi ama l’India lo sa: non si sa esattamente perché la si ama. È sporca, è povera, è infetta; a volte è ladra e bugiarda, spesso maleodorante, corrotta, impietosa e indifferente. Eppure, una volta incontrata non se ne può fare a meno. Si soffre a starne lontani. Ma così è l’amore: istintivo, inspiegabile, disinteressato. 

Penso che sia quasi impossibile, per quelli che hanno letto libri come “Shantaram” e “Un’altro giro di giostra”, non ritrovare molte delle realtà e delle verità descritte al loro interno.

Beh, a me è successo ma… partiamo dal principio.

Quello che andrò a raccontare in questo primo articolo sarà solo una breve introduzione. Nei prossimi giorni potrete ripercorrere con me, in altri articoli e in un video racconto, molte delle avventure vissute, delle persone conosciute e dei piatti senza glutine assaggiati.

Colori, emozioni e contraddizioni.

L’India è una di quelle terre che o si odia o si ama. Una terra che o vivi con tutto te stesso o che non conoscerai mai davvero, neanche in minima parte.

Una terra che deve essere assolutamente visitata e vissuta almeno una volta nella vita. Un luogo in cui caos e pace si alternano continuamente.

L’alternarsi del profumo d’incenso e del cibo speziato. Il rumore assordante dei clacson proveniente da ogni veicolo stradale. La guida sfrenata di quei Tuk Tuk invadenti che sembrano essere in grado di intrufolarsi ovunque. Le mucche e i cani che girano per le strade, mentre le scimmie si muovono sui tetti degli edifici o saltano e volano tra le liane. Le strade non asfaltate dei paesini che lasciano spazio alle nuove strade delle grandi metropoli. La puzza di mondezza e dello smog. L’atmosfera di “sagra” ad ogni casello stradale, quasi indescrivibile a parole, ma alquanto stravagante.

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Questo è un paese molto legato alle sue tradizioni, ma allo stesso tempo contraddittorio su molti aspetti.

Così affascinante e cupo. Mi rimane veramente difficile descrivere quello che ho provato in quei giorni, che sarà sicuramente in parte diverso da quello che vivrete voi… ma farò del mio meglio, non temete.

Il mio viaggio in India ha visto il susseguirsi di diverse città e regioni di questo immenso territorio. Dalla tranquilla e meravigliosa costa di Goa all’immenso frastuono di Delhi. Dai colori del grande mercato di Anjuna fino ai piccoli locali di Palolem. Per poi continuare per Agra e Jaipur, entrambi meravigliose ed affascinanti, la prima per i suoi monumenti e la seconda per il suo fascino e la sua storia.

L’India senza glutine.

Perché l’India Ale?

Perché no?

Ma ci sono alimenti senza glutine per te lì? Cioè, come farai?

Colorata, speziata e molto saporita. La cucina indiana non è per tutti a parer mio, ma si impara ad apprezzarla. I sapori sono così forti e accentuati che per molti rimane difficile amarli.

Personalmente non sono una grande fan delle spezie, o meglio, non di troppe spezie tutte insieme. A tal proposito, devo ammettere che i primi giorni è stato strano abituarsi a tutti quei sapori. Che si tratti di colazione, pranzo, cena o di un piatto dolce piuttosto che salato o di una bevanda fresca, non c’è scampo! Le spezie sono ovunque e vi accompagneranno durante tutto il vostro viaggio.

La maggior parte dei piatti in India sono gluten free friendly. Non è difficile trovare portate senza glutine, colorate e molto saporite.

Basati per lo più su riso e mais, i piatti sono infatti spesso accompagnati da verdure e spezie varie, come il cardamomo, il coriandolo e il tikka masala, presenti nella maggior parte delle portate.

I locali gluten free si trovano, ce ne sono diversi e un pò ovunque. Inoltre posso dirvi che la maggior parte dei luoghi provati, conosce bene il problema e indica i piatti gluten free con eventuale simbolo, come si fa qui da noi.

Anche se le persone parlano molto bene inglese, vi consiglio sempre di scaricarvi la carta inglese che attesta la necessità di mangiare senza glutine, documento da mostrare nei ristoranti, nell’eventuale caso vi succeda di non essere capiti o serviti in modo adeguato.

Nei prossimi articoli vi segnalerò i vari ristoranti senza glutine che potrete provare e trovate lungo il vostro viaggio.

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La mia avventura in India non finisce qui. Questo è solo un piccolo assaggio di questo grande ed emozionante viaggio.

Per il momento…namastè!

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