Chi siamo

 

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Ci siamo conosciute un giorno grigio e freddo di gennaio. A dirvi la location ci viene da sorridere oggi. Esattamente, eravamo davanti alla vetrina del più famoso fast food americano. No, non Burger King. Quello con il pagliaccio vestito di giallo che è diventato l’icona della ciccionaggine internazionale. Ci credereste se oggi vi dicessimo che, dopo un anno e otto mesi da quel giorno di nuvole romane, abbiamo deciso di parlarvi di gluten free?

La storia è semplice. Due ragazze. Due stili di vita diversi. Due parrucchiere pazienti. Ma, soprattutto, due menù molto differenti. In che senso? Elementare, Watson! Silvia non sapeva neanche cosa fosse la celiachia prima di incontrare Alessandra. Alessandra, invece, era alla ricerca di tutto ciò che fosse senza glutine.

Sapete come ha scoperto la celiachia Silvia? Dai “no, grazie” di Alessandra. Tipo:

Ma ti andrebbe una piadina?

No, grazie!

Ma ti va un muffin?

No, grazie!

Oddio, quanto mi andrebbe una crepes, la prendiamo?

No, grazie!

La carbonara. Che cosa meravigliosa! Una sera di queste vieni a cena da me e la facciamo…

No, grazie!

Volete sapere come si risolse la questione quella sera?

Aspetta, ti spiego… Non è che sono a dieta, anzi me le mangerei tutte queste cose… Ma sono celiaca.

Ossia?

Guarda, in poche parole non posso mangiare alimenti contenenti glutine.

E che è ‘sto glutine?

È una sostanza presente nel frumento e in alcuni cereali come il farro, l’orzo, la segale. Quindi tutti gli alimenti contenenti questi cereali, tipo la farina, la pasta, il pane, la pizza.

Wow! Quindi se mangi la pasta “normale” che ti succede? Ti senti male?

No, o meglio, io no. Sono asintomatica, quindi non mostro i sintomi. Infatti me ne sono accorta facendo delle analisi specifiche.

Quindi se volessi, potresti mangiare una pizza una volta ogni tanto?

Se volessi. Ma non voglio. Anche se ne avessi voglia so che mi farebbe male a lungo andare.

Non so se davanti ad una pizza riuscirei a trattenermi. Come fai quando mangi fuori casa?

Vado a mangiare dove fanno cucina senza glutine. Ormai se ne trovano tanti di locali gluten free, basta informarsi e accertarsi che siano certificati e quindi privi di contaminazione.

Non sapevo ci fossero locali che cucinassero appositamente piatti senza glutine…  

E invece ce ne sono tanti. Alcuni li ho trovati perché certificati dall’AIC o da altre associazioni e altri perché conosco i proprietari, alcuni dei quali o hanno i figli celiaci o lo sono loro stessi. È meno “tragica” di quanto sembri in realtà. Secondo me è solo una questione di abitudine.

 

E così hanno imparato che da un’abitudine possono nascere tante occasioni. Hanno imparato a condividere il piacere del cibo. Hanno chiesto. Si sono informate. Hanno viaggiato. Hanno trovato. Hanno mangiato. Soprattutto, hanno capito che, dalla diversità, non nascono impedimenti, ma soltanto nuovi stimoli.