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Gluten Free Museum, anche le opere d’arte diventano senza glutine

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Finalmente qualcuno si mette nei panni dei celiaci. E cosa fa? Apre il primo museo dedicato al gluten free. Avete capito bene. Ma che cos’è?

No, non è una semplice esposizione di prodotti gluten free ma una vera e propria mostra di opere d’arte, fotografie e addirittura scene di film a cui sono stati tolti i cibi che contengono il glutine.

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Ma facciamo un passo indietro.  La celiachia viene annoverata tra le “malattie” e non esiste una vera e propria cura, quanto più una dieta. Purtroppo come ben sapete non sempre è stato facile recuperare tutti quei prodotti senza glutine che servono. Per fortuna le cose stanno cambiando. I locali senza glutine stanno aumentando così come i prodotti che cominciano ad apparire sugli scaffali di molti supermercati esattamente come tutti gli altri. Non solo, le più grandi aziende nel settore alimentare hanno cominciato a creare una linea interamente dedicata a questi cibi investendo anche nel settore pubblicitario con spot ad hoc.

L’interesse per la dieta gluten free sta crescendo tanto che alcune persone sono arrivate a “sfruttare” le diete senza glutine pur non essendone intolleranti, quasi come fosse una moda da seguire. Forse alla base del Gluten Free Museum c’è anche l’interesse provocatorio di denuncia nei confronti di questo tipo di pratica decisamente fuori luogo.

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Il museo nasce dall’idea del grafico francese Arthur Coulet che sul suo profilo Tumblr ha deciso di rendere omaggio ai celiaci facendo capire al mondo come sarebbe stata la vita se tutti avessimo avuto questo problema. Così, partendo dall’antico Egitto fino ad arrivare al Novecento, tutte le opere d’arte sono state messe a dieta.

Il francese ha scelto decine di quadri o scene di film e foto molto conosciute, le ha ritoccate con un programma di grafica rimuovendo ogni traccia di pane, spighe, dolci, farine e affiancandole alle originali permettendo così al “visitatore online” di giocare a “trova le differenze”.

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Come sarebbe la celebre Colazione sull’erba di Édouard Manet senza pane? O ancora meglio, come sarebbe stato il mondo di Homer Simpson senza le famosissime ciambelle glassate?

Arthur Coulet ce lo fa vedere nel suo Gluten Free Museum; ma chi lo sa, magari tra qualche anno tutto il pane, tutti i biscotti e le ciambelle che ora sono state tolte torneranno nei nostri quadri ma saranno tutti con il marchio gluten free!

Ilaria Moscato 

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